• cla

Climate Change: da problema ecologico a problema etico

Incontriamo il direttore di MeteoTrentino per capire a che punto ci troviamo e cosa possiamo fare


Claudia sta prendendo la patente, il che significa che deve cercare di guidare il più possibile. Effettivamente è da qualche mese che mi faccio scorrazzare da tutte le parti col pretesto, a volte giustificato e altre no, di farle far pratica in vista dell’esame.


Quella mattina mi sveglio presto, lascio Claudia in branda a riposare prima del suo lungo viaggio fino a Trento e al suo posto tiro giù Aran. Ci metto un po’.



Capisco che il signore si è degnato di alzarsi quando alle mie spalle in salotto sento un vario assortimento di sbadigli, stiracchi, brontolii, assortite esternazioni di dissenso e una vaga speranza di ricevere qualcosa da mangiare. Faccio il caffè per tutti, mi metto addosso le prime due robe che trovo in giro, inforco la pettorina e via alla volta della croce di Ceniga, la piccola cima davanti a casa nostra che ormai è diventata un’estensione del nostro soggiorno. Stiamo via un paio d’ore. Perderci per i boschi è decisamente la cosa che ci riesce meglio. Diamo un occhio a che punto della stagione stanno gli alberi, proviamo a vedere se troviamo qualche fungo (non pervenuti) e se qualche capriolo incrocia il nostro sentiero. Dopo un po’ la necessità di un altro caffè per me e di una ciotola piena per Aran ha la meglio e ci costringe a tornare sui nostri passi.

A casa, oltre ai generi di conforto, troviamo Claudia tutta pimpante ed elettrizzata: oggi deve guidare fino a Trento.


Ultimo caffè (il terzo) e siamo pronti per partire.

Oggi il Mezzolabrador ci aspetterà a casa: abbiamo in programma un appuntamento col dottor Alberto Trenti, direttore dell’ufficio previsione e pianificazione di Meteotrentino, uno degli incontri più importanti che abbiamo fissato prima della partenza per il nostro viaggio.

Partiremo con largo anticipo: si sa, quando uno è in procinto di prendere la patente è attento. Molto attento. Ed è anche cauto. Cauto e attento.

Claudia non fa eccezione.

Nessun problema! Basta prendersi un po’ per tempo e si sconfigge persino la fretta.

Con calma arriviamo, parcheggiamo, perdo cinque minuti per trovare il parchimetro, litigo con un vigile perché non lo trovo. Alla fine ce la faccio, pago e corriamo all'appuntamento. Ore 11:00 in punto.


Lo scopo di quest’incontro non è carpire importantissime e segretissime informazioni che ci permetteranno di abbattere per sempre i livelli di CO2. Semplicemente vorremmo iniziare a renderci conto, parlando con chi questi fenomeni li studia per lavoro, di cosa significhi realmente la sfida al cambiamento climatico.

Modificando un sistema complesso come quello del clima mondiale, quali possono essere le conseguenze inaspettate per un paesino acciottolato in una valle del Trentino o aggrappato alle scogliere del Gargano? E infine, cosa possiamo fare?

Calma e sangue freddo.



Veniamo accolti in un ufficio pieno di carte geografiche, tabelle e grafici. Claudia, da sempre appassionata di cartografia comincia a fare domande di tutti i tipi: cosa è successo dopo la tempesta Vaia? Ci sono state tante zanzare a Trento quest'anno? La zona dell'Altopiano di Pinè sembra vedere un aumento delle zecche, può essere causato dalla deforestazione?

Le sue domande ricevono una risposta importantissima:

Il bello delle conseguenze imprevedibili, sembrerà strano, è che non si possono prevedere.

Le dinamiche in gioco sono moltissime, troppe per poterne comprendere le variabili in un tempo ristretto. La tempesta Vaia si è abbattuta sulle Dolomiti meno di un anno fa: è plausibile e ragionevole che l'aumento della diffusione di una specie sia dovuta al cambiamento del tasso di umidità, ma non possiamo dirlo con totale certezza.

Il professore ci spiega anche che è da relativamente poco tempo che siamo in grado di misurare i dati meteorologici, raccoglierli e confrontarli con un minimo di metodologia, senza contare il fatto che abbiamo raccolto da un numero appena sufficiente di anni (150/200) solo quelli relativi alle temperature, escludendo quindi completamente variabili come umidità e pressione atmosferica. Abbiamo quindi solo delle informazioni che indicano tendenze: possono essere interpretate ma bisogna essere sempre consci che si tratta di ben altra cosa rispetto a dati scientifici inoppugnabili.

Il che porta dritti ad un paradosso. Abbiamo davvero bisogno di dati scientifici inequivocabili per ammettere che la nostra condotta stia modificando equilibri delicatissimi? Spesso abbiamo l'impressione che la ricerca di una dimostrazione scientifica sia un modo per posticipare la necessità di un cambio nel nostro stile di vita.

Ma il punto è proprio questo.

Non abbiamo bisogno di dati incontrovertibili per capire che il sistema capitalistico di sfruttamento sistematico delle risorse è destinato ad autoesaurirsi. Non abbiamo bisogno di dati incontrovertibili per capire che, se basiamo una società sullo sfruttamento di risorse che non hanno possibilità di rinnovarsi, andremo incontro a periodi di lotte e guerre per il possesso delle ultime briciole. E da ultimo, non abbiamo bisogno che ce lo dica la scienza che bruciare combustibili fossili, sversare rifiuti tossici nelle acque e devastare le nostre foreste, è un atto criminale perpetrato in nome di uno status economico al quale non vogliamo in nessun modo rinunciare.

Che fare quindi?

Una bella domanda alla quale, ovviamente, non so rispondere. Certo è che il cambiamento che dobbiamo imporci non è esclusivamente socio-economico o politico. La grande rivoluzione con la quale bisognerà misurarsi sarà soprattutto etica, il che significa un cambio di mentalità. L’enorme differenza tra rispettare la natura per paura delle punizioni o farlo perché è giusto.

Avremmo voluto parlare ancora per ore, ma a casa Aran ci aspetta e con la cautela di Claudia alla guida, il viaggio si prevede lungo.

Usciamo dall’ufficio del prof. Trenti e scendiamo giù in strada, col parchimetro agli sgoccioli. Saliamo in macchina e ritorniamo verso casa. Quella senza ruote. Per ora.



Grazie a Meteotrentino e al Dott. Alberto Trenti per la bella chiacchierata e per la fiducia nel nostro progetto!





#climatechange #ilmezzolabradorontheroad #educazioneambientale #zooantropologia #educazionecinofila #trentino #ilmezzolabrador #meteotrentino

di Claudia Negrisolo

Educatrice cinofila FICSS