di Claudia Negrisolo

Educatrice cinofila FICSS

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Gatti di strada a Cipro. Dove Est significa Nord e Sud significa Ovest. (prima parte)

Aggiornato il: 29 lug 2019

Vicoli stretti e soleggiati in una capitale che fa da ponte tra l'Oriente e l'Occidente, ascolta entrambi e rimane se stessa, anche quando guarda gli animali di strada. Ha due facce, due caratteri e due riflessi, ma ad osservarla bene si intravede un dettaglio: non sono due facce, bensì due profili dello stesso viso e raccontano la stessa storia in maniera diversa.


I gatti dell'isola hanno lineamenti ed espressioni diverse rispetto a quelle a cui siamo abituati in Europa Centrale

Seduti al ristorante "il turco" sulla costa occidentale di Cipro, stiamo organizzando il viaggio del giorno successivo verso la capitale. Intorno a noi una decina di gatti si spartiscono il territorio della terrazza. E' giugno inoltrato, il caldo è soffocante, nell'angolo ronza un vecchio ventilatore stanco.

Un anziano signore esce dalla cucina ogni 5 minuti per urlare ai gatti, cercando di allontanarli dai clienti.

L'effetto delle sue urla dura forse due minuti. Dopo un attimo iniziano nuovamente le coreografie, tutti alla ricerca del cliente che avrà pietà e lascerà cadere una parte della cena a terra per loro.


Tra tutti ce n'è uno, il più grosso, il quale non si sposta mai dalla sua posizione centrale nel patio, al massimo si nasconde tra le piante grasse dell'atrio, per evitare di farsi scacciare dal minaccioso cuoco turco.

Una gatta in avanzato stato di gravidanza attende in un angolo fresco, due piccoletti stanno davanti alla porta, si leccano, guardano chi passa, si fanno agguati a vicenda e puntano i rari cani randagi che osano avvicinarsi alla gente.


Per i cani di strada l'isola è tutta un'altra cosa. Loro escono di notte, si fanno vedere poco, sanno che la gente della costa non ama la loro presenza nei luoghi turistici e quindi si fingono inesistenti. Per scoprire che ci sono anche loro, abbiamo aguzzato lo sguardo e teso le orecchie non poco.


Il gentile cuoco, un po' imbarazzato ci porta la nostra super insalata mediterranea, mangiamo e decidiamo come muoverci il giorno successivo.

L'idea è quella di raggiungere la capitale molto presto. Hanno parlato di "bolla Africana" e ci hanno promesso il record di temperature. In questo momento stiamo scoprendo cosa significhi, e ci troviamo quasi alla latitudine di Baghdad. La capitale si trova nel centro dell'Isola e registra sempre le temperature più alte.


Scavalcando i gatti stanchi accasciati sulle piastrelle di tufo ancora calde di sole, paghiamo e ci avviamo verso la macchina. Anche il nostro ritmo si è rallentato dopo qualche giorno sull'Isola. Ci muoviamo il minimo indispensabile, preferibilmente negli orari più freschi, senza stressarci per raggiungere qualcosa o qualcuno, non così dissimili dagli animali che vediamo ai bordi delle strade.


Nicosia "Nord" Dove i gatti sono di casa

Entriamo nella nostra casetta in collina, affittata appositamente lontana dai luoghi abitati per avere maggior contatto con la natura e, se saremo fortunati, con gli animali. Eravamo certi che sarebbe stato più facile capirci qualcosa stando lontani dalle masse di turisti inglesi e russi, in una bolla di creme solari e gas di scarico.

I cani non possono stare lì.


La tradizione dell'isola racconta un grande amore per i gatti, ma dei cani non se ne sente parlare.

Pur andando a chiedere alla gente si sentono sempre opinioni opposte. Ci sono persone che negano l'esistenza di cani randagi, volontari che li scovano, li cibano e poi li caricano in macchina e cercano adozioni in Inghilterra, dove sono convinti che vivranno una vita migliore.



Ma per capire meglio dove ci troviamo serve fare un passo indietro nella storia dell'Isola. Innanzitutto, a dispetto delle nostre convinzioni : Cipro non è greca. Cipro non è turca. Cipro è una Nazione indipendente già dal 1960, quando ottenne l'indipendenza dalla Corona Britannica.

Ma per capire meglio dove ci troviamo serve fare un passo indietro nella storia dell'Isola. Innanzitutto, a dispetto delle nostre convinzioni : Cipro non è greca. Cipro non è turca. Cipro è una Nazione indipendente già dal 1960, quando ottenne l'indipendenza dalla Corona Britannica.Ma per capire meglio dove ci troviamo serve fare un passo indietro nella storia dell'Isola. Innanzitutto, a dispetto delle nostre convinzioni : Cipro non è greca. Cipro non è turca. Cipro è una Nazione indipendente già dal 1960, quando ottenne l'indipendenza dalla Corona Britannica.

Oltre agli inglesi, quasi tutti gli imperi che hanno popolato il Mar Mediterraneo hanno messo piede sull'isola. Ci sono stati i veneziani, i fenici, gli arabi, gli ottomani e i francesi (sto sicuramente dimenticando qualcuno, ma nessuno è mai riuscito a farmi l'intero elenco, a parte Wikipedia).


Ognuno ha lasciato qualche segno del proprio passaggio. Alcuni di questi sono più evidenti, per noi che viaggiamo con l'occhio attento degli appassionati di Zooantropologia (la relazione tra uomini e animali).


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Come ogni notte, ci addormentiamo con i latrati dei cani come ninna nanna, chiedendoci dove diamine si nascondano, come siano fatti e dove preferiscono fermarsi.


Partendo per Nicosia, continuiamo a cercare i segnali che ci mostrino il nostro avvicinarci al confine.

Qui serve un'ulteriore minuscola parentesi storica.


Nicosia è separata da un muro. Da una parte sta la Nicosia legata all'etnia Greca, mentre dall'altra parte troviamo la cosiddetta Nicosia Nord. in realtà è l'intera isola ad essere separata da un muro. Anzi i muri sono due.

Non è per niente facile raccontare la storia moderna di Cipro senza pestare le opinioni di qualcuno ma, provando a non banalizzare la questione, è andata pressapoco così:

Cipro si indipendentizza nel 1959 (o 1960), nascono tensioni etniche, le quali portano ad un colpo di stato da parte dell'etnia greca, scatenando l'intervento militare della Turchia.

In questo modo è nata la Repubblica Turca di Cipro del Nord, non riconosciuta a livello internazionale (a parte dalla Turchia).

Stiamo parlando dell'anno 1974, anno nel quale viene costruito un muro (anzi due) a separare l'isola. Oggi possiamo attraversare la cosiddetta "Green Line", ma ciò che sta tra un muro e l'altro è ancora territorio delle Nazioni Unite. Panni stesi alle finestre, case diroccate, trincee, torrette, filo spinato. Tutto come un tempo. Non ho mai capito in che modo, ma la tensione rimane. Forse è nell'atmosfera, forse è nella frontiera da superare.


Mappa dei confini che complica ulteriormente le cose. S! Ci sono anche due zone ancora occupate dagli Inglesi.

Il nostro occhio da osservatori di culture umane e animali ci porta a notare differenze tra le due parti.

Differenze quasi cristallizzate dalla costruzione del muro. L'ultimo muro d'Europa. Ma andiamo con ordine.


Parcheggiamo vicino al filo spinato, vicino alle antiche mura Veneziane.

Il nostro super Sergio, caro amico residente da qualche tempo sull'Isola, ci scorta in compagnia delle nostre fotocamere e di tante (ma tante) spremute d'arancia per sopravvivere al caldo.

(alle 8 di mattina il termometro segnava 38 °C, ma durante la giornata è arrivato a 43).


Chiacchierando, fotografando, addentrandoci nelle curiosità delle tradizioni del posto, abbiamo cominciato a capirci qualcosa di più riguardo gli animali di strada sull'Isola.


Per quanto riguarda i gatti, sembrano essere amati ovunque, un po' per una questione di leggende e tradizioni locali, un po' perchè spaventano meno dei cani (nella zona di Paphos e Polis vengono amati e curati anche perchè uccidono i serpenti di cui la gente ha molta paura).


Nicosia ci accoglie lenta, con la sua luce quasi desertica.

Le fotocamere ci chiedono cosa stia accadendo e come fare per non sovraesporre le immagini. Io, fotografa principiante, le sbaglio quasi tutte perché sono accecata dalla luce.

O forse è proprio Nicosia che ha un'atmosfera talmente inebriante da non riuscire a trasmetterla in un'immagine. Accanto all'immagine servirebbero gli odori, i suoni delle campane e dei richiami alla preghiera dei Muezzin oltre la Green Line. Servirebbe poter mostrare la lentezza della gente che si muove senza mai sudare, mentre io cambio maglietta ogni mezz'ora.

E guardo i gatti. I gatti stanno al bordo della strada e dormono. Ovunque ci sono ciotoline piene di cibo e di acqua. Tutte a dimensione di Gatto. Non ce ne sono per i cani. E non si vedono cani. Eppure tutti mi hanno detto che ci sono.


Le trincee che ancora oggi separano le due anime di Nicosia


Chiacchierando e quasi senza accorgercene, è arrivata l'ora di pranzo, il nostro SuperSergio ci dice che conosce un posto oltre la Green Line, dove si mangia molto bene. Dobbiamo cambiare i soldi? "No, ci penso io, sono pieno di Lire Turche"


"Ricordatevi di spegnere il Roaming perchè stiamo uscendo dall'Unione Europea".

Ci mettiamo in fila al confine, mostriamo i documenti a uno stanco poliziotto greco, camminiamo per dieci metri e mostriamo nuovamente i documenti ad un altrettanto stanco (ma baffuto) poliziotto turco.


Ecco! I gatti ora sono in mezzo alla gente. Come è possibile. Ci sono solo 10 metri a separare queste due realtà. Anche la parte occidentale (o Sud. O Greca, insomma, l'altra parte) ama i gatti. Ma perchè qui stanno in mezzo alle persone nella strada più centrale della Città?

C'è più fermento, c'è più rumore, è tutto un pò più "sgarruppato" di qua. Eppure loro sembrano viversela diversamente. C'è maggiore prossimità tra uomo e gatto.

C'è più scambio, non ci sono solo le ciotoline a terra, ci sono clienti del bar che prendono in braccio un gattone rosso che passa per strada, lo coccolano, lo chiamano per nome e lo mettono nuovamente a terra.


Ci sono mamme gatto che fanno giocare i cuccioli in mezzo al marasma di umani che si muovono in direzioni diverse e imprevedibili


Gatti ovunque. Silenziosi si strusciano lungo i polpacci sudati sotto ai tavolini dei bar brulicanti di gente.

Ogni aiuola ne nascone almeno uno, chi intento a cacciare il topolino, chi ad allattare i cuccioli, chi a cercare un po' di ombra, come me.


Ci fermiamo per un caffè con ghiaccio da un indimenticabile ragazzo Turco di origine curda che prepara i "Frappè" per strada. "ma dove sono i cani?" gli chiedo

Ah, quelli escono di notte, quando non c'è nessuno in giro, hanno paura di noi.


Come? Come è possibile? mi chiedo. "Perché c'è spazio per i Gatti e non per i Cani?"


"I Cani fanno paura", gli chiedo perché e mi risponde che i cani mangiano i rifiuti e che si muovono in branco. "Si, è una loro tendenza" gli rispondo mezza stupita e mezza svenuta dall'ennesima folata di vento bollente.


"E la polizia cosa fa?", " niente, ma la gente gli spara per strada".

"E la polizia cosa fa alla gente che gli spara".

"Niente, non ha alcuna importanza per loro".


LedraStr. oltre il confine dell'Europa unita. Dentro al cuore dell'Isola. Sorseggiando caffè con ghiaccio.


Silenziosa bevo il mio caffè, rifletto su tante cose. Indubbiamente non posso giudicare una società che tratta in maniera diversa cani e gatti. Anche noi non trattiamo tutti gli animali allo stesso modo, ma a Nicosia il contrasto è davvero evidente. Lo è perchè l'amore per i gatti è ovunque. Soprattutto oltre la Green Line.


Arriva il pomeriggio, mostriamo i documenti al baffuto Turco, li mostriamo nuovamente allo stanco greco, i gatti tornano a stare al bordo della strada, stanchi pure loro, salutiamo Sergione, saltiamo nella nostra macchinetta a noleggio, che stranamente non si è ancora fusa al sole, e torniamo sulla costa Ovest.

Ma questa è un'altra storia.


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