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giorno 4: PAGELLE DALL'ISOLAMENTO

Come vedono questo periodo i nostri cani?

Difficile dare una risposta che sia valida per tutti, ma proviamo a vedere insieme alcune storie di #zonarossa. Vediamo cosa sta succedendo ai nostri eroi: le nostre scuse ufficiali per uscire di casa nella primavera 2020.



In questi giorni sto ricevendo moltissimi video e foto dei cani che non posso seguire a causa dell'isolamento.

Ogni famiglia sta vivendo in maniera diversa questo momento difficile, unica costante: i cani sono la nostra fortuna, grazie a loro possiamo respirare un po' di aria fresca ogni giorno.



C'è Mia, un'eroina. Lei ha deciso che se non le concediamo di andare a fare la bulla fuori casa, lo farà con agilità senza dover uscire. Già prima non andava matta per la passeggiata, ora poi, che nessuno la obbliga a farsi mettere pettorina e guinzaglio: può "fare brutto" dal giardino. La vedo bene

VOTO : 9



E Il labradorone che ha da poco scoperto la vita senza guinzaglio?

Qualche settimana fa ci eravamo incontrati in un luogo ampissimo dove poter scoprire qualche trucchetto per il richiamo quando è in libertà. Rimaneva ancora qualche preoccupazione, da parte della proprietaria, che lui volesse avvicinarsi a tutti quelli che arrivavano.

Ci eravamo lasciate dicendo "ci vediamo la settimana prossima per parlarne con calma"

Cosa ne pensa lui dell'isolamento? Non lo sappiamo con certezza, ma posso immaginarmi che uscire ogni giorno senza guinzaglio e senza paura di incontrare persone possa essere una gioia per lui e per la proprietaria. Stanno scoprendo una nuova vita.

VOTO: 9


Poi c'è Aran, lui vive con noi. Diciamo che non è esattamente un cane sedentario, così come non lo siamo noi, ma questa non è una sorpresa. Eppure il suo problema al momento non è che vorrebbe uscire di più, bensì non gli piace vederci a casa entrambi tutti i giorni. "Ragazzi, state scherzando? 08-12 e 14-16 sono i miei orari, cosa ci fate sul mio divano durante il giorno?". Se potessi interpretare il significato del suo sguardo, credo si avvicinerebbe a questo.

Secondo dilemma: dove sono finite le ape-car? Non le sente. Ogni tanto si blocca. Cerca il rumore e non lo trova. Non sa più a chi abbaiare ora. Gli passerà.

VOTO : 7 di incoraggiamento. Possibile upgrade con la routine (porello, è ansioso, deve prima capire i nuovi ritmi).


E i due furbetti del racconto del primo giorno? Quelli vivono in montagna. Loro possono uscire. Sono isolati. Non vedono nessuno. Tutto uguale. Non hanno idea di cosa stia succedendo nel mondo.

VOTO : indifferente


C'è Saki, Akita. La principessa. Lei non ci può credere. Non la si porta fuori troppo tempo. Nessuno ha fretta. Non fa caldo. Non c'è nessuno in giro e chi c'è non vuole toccarla.

VOTO: 10 "fate ciò che volete, ma lasciatemi in questo universo spazio - tempo".


(Mi sono accorta che in questi giorni parlo spesso degli Akita, è che vorrei tanto essere una di loro! Gli Akita non sono propriamente amanti del contatto, in realtà gli piace proprio che vengano mantenute le distanze: loro le ritengono la condizione minima necessaria per non detestarti.


Poi c'è il border collie che incontravamo tutti i giorni. Vive in una famiglia numerosa. In questi giorni sono tutti a casa. Lui è cucciolo. Ha l'energia di mille eserciti. Nel suo cervello c'è un rave party, nel mondo c'è la desolazione. Non si ferma. Vorrebbe prendere i garretti di tutti i suoi coinquilini, illudendosi di aver finalmente isolato il gregge di pecore che sogna ogni notte.

VOTO : 4


I Jack Russel di cui parlavamo l'altro giorno: se hanno a portata di naso una tana di topi VOTO 10

Altrimenti: ci vediamo tra qualche settimana.


Penso anche a Tigro, il cane corso di un anno che proprio oggi ho rivvisto in una foto che mi ha mandato il proprietario. Dovevamo vederci in questi giorni.

Lui non ama che le persone si avvicinino al suo proprietario. Oddio, dipende. C'è cibo?

In ogni caso, in questi giorni sembra aver risolto un problema. Le persone non si avvicinano al suo proprietario. Ha dei dubbi.



a) si avvicinano = forse arriva cibo

b) non si avvicinano = bene, ma zero cibo


VOTO: lasciamolo riflettere, ci impiegherà un attimo. Non è un fulmine, magari ci dirà tra qualche settimana cosa ne ha pensato delle festività natalizie.


Concludo dicendo che mi sento vicina ai cani degli educatori cinofili che tra problem solving, ricerche olfattive e masticazioni, secondo me sono quelli che di più sognano il ritorno alla normalità


Sono curiosa di sapere il tuo cane come sta. Queste storie mi stanno avvincendo.


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di Claudia Negrisolo

Educatrice cinofila FICSS