• cla

il migliore anno della mia vita


Il giorno dell'anno in cui mi viene sempre da pensare ai mesi passati è arrivato. Eccomi qui a scrivere, seduta sul letto di una villetta affittata su Airbnb insieme agli amici di sempre.

In sottofondo una vecchia canzone di De Gregori e le risate allegre di Simone che chiede ad Aran di portargli la pallina in cambio del pezzo di speck che salta fuori dal fondo del panino.


Così è arrivato di nuovo il 31 dicembre. Non so perché ma questo giorno mi tira sempre fuori un po' di sentimentalismo, e oggi mi viene naturale ripensare al 31 dicembre 2017.

L'anno scorso Simone ed io ci promettemmo che avremmo fatto qualunque cosa per arrivare al successivo Capodanno più soddisfatti dei nostri lavori: così è stato.

Sembra davvero incredibile, ma è passato un anno da quel giorno. Non avevamo ancora le idee chiare sui nostri lavori, Simone non aveva ancora il suo laboratorio di restauro ed io stavo solo sognando il progetto del "Mezzolabrador - Educazione Cinofila".

A partire da Gennaio è sembrato a entrambi di avere una marcia in più, di avere le idee chiare sull'obiettivo, sulla destinazione dei nostri sforzi. In qualche modo, da quel momento, i sacrifici sono sempre stati destinati ad un'idea chiara: realizzare i nostri sogni.

In fin dei conti i nostri sogni non sono irraggiungibili: la nostra più grande ambizione è quella di poter sorridere lavorando. Sembra una sciocchezza a dirlo oggi.


Credo che la promessa del 31 Dicembre 2017 ci abbia aiutati a capire come fare: idee chiare e solo passi avanti, anche piccoli, ma sempre avanti.



A Gennaio ho vissuto a contatto con educatori cinofili più esperti di me, i quali hanno contribuito più di quanto immaginino a trovare l'autostima necessaria per guardarmi allo specchio soddisfatta del mio lavoro.

Nei mesi primaverili ho imparato (sono ancora una pivella) la meravigliosa arte della "CAZZIMMA". Ho scoperto che mettendo un po' di coraggio in più nelle mie azioni e mettendo per qualche momento da parte le paranoie, riesco a fare passi più lunghi e determinati.

In quei mesi ho scoperto anche quanto può essere contagioso un sorriso, ed ecco che torniamo a parlare del Mezzolabrador.


Perché?

Vi siete mai accorti che ci sono persone che escono di casa preoccupate perché devono fare la passeggiata con il cane? Vi siete mai trovati in quella situazione?

Io si, e l'ho sconfitta con il sorriso.

Può sembrare strano, ma la mia estate 2018 è stata proprio la dimostrazione che buttare sorrisi nel mucchio di energie negative che incrociamo per strada, aiuta tutti.

Aiuta me, aiuta chi mi trovo davanti e aiuta anche i cani, soprattutto quelli come Aran, sensibili alle emozioni dei presenti, attenti alle espressioni, ai movimenti e al tono della voce.

Da quando la cazzimma mi accompagna in passeggiata vedo che anche Aran viaggia in una dimensione diversa: è più sereno, come se avesse una nuova giovinezza. Lo vedo giocare come non aveva mai fatto, sdrammatizzare momenti a cui prima avrebbe dato un peso eccessivo, e addirittura, credetemi, accettare meglio i momenti frustranti, come i viaggi in treno, la presenza di cani che non gli vanno a genio, le coccole degli sconosciuti.

Esattamente come me: si prende meno sul serio e dà meno peso alle sciocchezze. Questa riflessione aiuta a capire quanto possa andare in profondità l'empatia emozionale che viviamo con i nostri cani.

E poi la cazzimma è davvero utile anche nei momenti più professionali, quelli in cui mi sono trovata negli ultimi mesi di questo anno straordinario.

In questo periodo ho avuto l'occasione di proporre le mie idee ed i miei progetti ad enti e assessori, ed è bello portare ancora una volta il sorriso ed essere ricordata per questo.

Mi piace pensare che il mio sogno (oggi progetto) di divulgazione della cultura zooantropologica sia sempre accostato al buon umore oltre che al superamento della paura del diverso.

Si, perché la zooantropologia può essere un linguaggio nuovo, un linguaggio capace di mostrare che la paura del diverso non è altro che un limite che ci auto-imponiamo.

E la paura costruisce muri dove potremmo creare piazze di dialogo. Mi sono accorta che parlare di animali può essere una metafora per parlare di esseri umani, delle difficoltà di dialogo, delle paure che ci trattengono, che ci rallentano e ci rendono chiusi al prossimo.

La zooantropologia aiuta a ripensare alle potenzialità dell'integrazione come punto di partenza per una vera inclusione. Un mondo in cui le differenze siano viste come ricchezza.



Ed ecco perché questo incredibile anno si conclude meravigliosamente per me: finalmente ho un lavoro di cui sono orgogliosa.

In un certo senso l'educatore cinofilo aiuta ad andare oltre sé stessi, a superare le paure parlando, sorridendo e soprattutto cercando compromessi che permettano a tutti di vivere la vita con il sorriso.

Ce lo eravamo promessi l'anno scorso e oggi lo abbiamo mantenuto: facciamo un lavoro che continua a creare occasioni per sorridere e permette di aiutare la gente a fare altrettanto.

Ecco, il mio augurio per tutti voi è: prendetevi il tempo per sorridere, per guardare oltre le apparenze, per realizzare i sogni e di non dimenticarvi il 31 Dicembre 2018, perché l'anno prossimo potrebbe ricordarvi che, alla fine, è andata anche meglio del previsto.


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di Claudia Negrisolo

Educatrice cinofila FICSS