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La libertà è quel bene che ti fa godere di ogni altro bene

Parliamo di libertà tutti i giorni, ci scontriamo con le difficoltà della vita che ci impediscono di vivere a pieno la nostra libertà individuale.

Cerchiamo libertà di movimento, di opinione, di azione.

Ma cosa significa davvero essere liberi?


Ricordo la prima volta che mi sono sentita libera.

Ho sempre avuto una vita piena di impegni, soprattutto durante l'adolescenza. Ma ora ero libera di non fare niente.

Mi trovavo a casa dei miei genitori, vivevo ancora a Bolzano. Loro erano partiti per le ferie e io mi sono sentita di poter mangiare senza lavare i piatti, dormire e non rifare il letto.


Ma ero libera davvero? Il giorno prima del loro ritorno ho dovuto fare tutti i lavori arretrati e sistemare la casa come avrebbero fatto loro.

E allora comincio a chiedermi cosa voglia dire realmente essere liberi.

Ambiamo così tanto alla libertà e facciamo fatica a capire da cosa vogliamo liberarci.

Vogliamo tempo, spazio, realizzazione, possibilità...ognuno di questi desideri richiede almeno un minimo di questo bene così prezioso.


Come consulente per la relazione con il cane, affronto questo tema quasi quotidianamente. Per esempio il guinzaglio, come strumento, è un limitatore di libertà per il cane.

Limita le sue possibilità comunicative, impedendo di prendere distanze o avvicinarsi a qualcosa o qualcuno. Il guinzaglio porta inoltre, magari inconsapevolmente, ad utilizzarlo come timone, invece che come cintura di sicurezza.

E quindi, in un attimo, senza accorgercene, chiediamo al cane di venire più vicino a noi strattonandolo, piuttosto che dandogli un'indicazione chiara (con la voce, o magari concentrandoci nsulle nostre posture e i nostri movimenti) che gli permetta di capire cosa vogliamo da lui senza trascinarlo.

Ecco: è anche così che gli togliamo la libertà.

Mi immagino la stessa scena senza guinzaglio: cosa farebbe il cane? Sceglierebbe di avvicinarsi o di allontanarsi da noi?

E se si allontanasse, avremmo gli strumenti per chiedergli di cambiare idea e di scegliere la strada indicata da noinoi.


Per alcune famiglie la libertà è un perno attraverso il quale passa quotidianamente l'equilibrio della relazione con il cane. La passeggiata rischia di essere vissuta con stress a causa di incomprensioni che finiscono per togliere la libertà al cane. Ma anche agli umani che vivono con lui.

Mi è successo di riflettere spesso con i proprietari sul valore reale della libertà, cercando di trovare insieme un modo per superare l'impasse.

Uno dei primi passi sta indubbiamente nel comprendere che libertà non significa "sciogli il cane", ma è molto di più.


Dare la libertà al nostro cane significa dargli tutti gli strumenti necessari per poter essere se stesso all'interno del mondo che quotidianamente gli proponiamo.

E anche qui sorge spontaneamente una domanda: "ma significa lasciargli fare quello che vuole?"

Assolutamente no.

Significa saper comprendere quando fare ciò che si desidera, saperlo fare in maniera adeguata alle circostanze, accettare i momenti in cui non si può fare, consapevoli del fatto che ci saranno nuovamente situazioni propizie.


Significa trovarsi con la casa libera, essere liberi di non lavare i piatti, di non fare il letto, ma scegliere di farlo comunque, un po' ogni giorno, per potersi divertire fino all'ultimo, quando i genitori stanno per tornare.


Questa è la libertà. Sarebbe bello se bastasse togliere il guinzaglio. Sarebbe bello se le risposte fossero immediate. Sarebbe bello se una volta tolto il guinzaglio il cane si comportasse sempre in linea con il contesto, senza mettersi e metterci in difficoltà.


In realtà, togliere il guinzaglio al cucciolo è un inizio, perché grazie alla libertà di movimento, impariamo a conoscere l'individualità del nostro cane, altrimenti schiacciato dall'omologazione che gli è concessa nel raggio di 1,5 metri da noi.

Proviamo a permettere ai nostri cani di realizzarsi come individui, di mettere in pratica le loro strategie per raggiungere i loro obiettivi. Ma dobbiamo avere coraggio di conoscerli fino in fondo, per permettere anche a loro di essere consapevoli di sé. Questo è il significato di libertà.

Essere ciò che si è davvero, senza essere costretti ad esserlo. Mettersi in gioco, sbagliare, provare di nuovo da un altra strada, cercare soluzioni alternative e poi essere anche felici quando i genitori tornano, perché non c'è niente da nascondere, non ci sono preoccupazioni.


il mezzolabrador intento ad essere se stesso


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di Claudia Negrisolo

Educatrice cinofila FICSS